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Giovedì, 04 Giugno 2020 11:55

Covid-19: fase “quale futuro economico stanno creando per noi”

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Covid-19: fase “quale futuro economico stanno creando per noi”

Fase 1, fase 2, fase n. Al di là dei numeri del lotto che i pseudo esperti e il governo stanno dando ormai da mesi, ciò che interessa noi comuni mortali è il nostro destino futuro. Destino che porterà a una ancora maggiore precarizzazione delle nostre esistenze; e il tutto grazie a responsabilità ben precise.

Ma andiamo con ordine. Se c’è una cosa che da subito questa pandemia ha messo in risalto, è che la nostra deindustrializzazione spinta ci ha messo subito nel sacco dovendo dipendere, anche per la produzione di semplici mascherine, dall’estero. Dagli anni precedenti il nostro ingresso nell’Ue, Francia e Germania hanno chiesto e ottenuto dai nostri governanti che le industrie italiane venissero liquidate. Il nostro karma, ripetuto all’infinito dagli euroinomani nostrani, era vivere di servizi (turismo, ristorazione e quant’altro) per trasformarci in una sorta di parco dei divertimenti per i paesi del nord Europa e per i ricconi dell’est Europa e dell’Asia. Ma il covid-19 (che, tanto comodo per rimanere al potere, nei prossimi anni avrà le versioni 20, 21, nn) ha fatto saltare il banco dell’ipocrisia. Si sta notando infatti, come le economie basate essenzialmente sui servizi, siano quelle che soffrono e soffriranno di più il lockdown imposto in questi mesi.

Economia e lavoro

Se guardiamo ai dati dell’economia Cinese confrontati con quella dei paesi occidentali, USA in primis, notiamo che:

  • Alla rimozione dei blocchi, fa riscontro una maggiore reattività delle aziende di produzione rispetto a quelle di servizi nelle quali, il rispetto delle distanze, la psicologia della paura nei fruitori, l’oggettiva difficoltà di organizzare in sicurezza le fruizioni dei servizi rispetto alla produzione industriale, fanno da rallentatore.
  • Al punto precedente fa riscontro un impatto più importante sulla crescita del numero di disoccupati nelle economie a trazione servizi. Con il conseguente ritardo nella ripresa dei consumi che, oltre che sul numero di occupati, avrà effetti negativi anche sui livelli retributivi di chi ritroverà un’occupazione dopo averla persa. In una spirale discedente che non fa intravedere nulla di buono per il ceto medio e basso oltre che per le entrate dello stato e quindi per l’erogazione dei servizi che proprio per i ceti medio e basso sono essenziali.
  • L’adozione dello smart working ha avuto effetti positivi sull’inquinamento e, a regime, lo avrà anche sui costi delle aziende che vorranno e potranno perseguirlo nel futuro. Ci saranno quindi spinte sia green che economiche per proseguire su questa strada. Al netto di qualsiasi analisi sociologica sulla modalità smart di lavoro, è pacifico che ci saranno conseguenze economiche negative per le attività di ristorazione, trasporti, agenzie viaggio, servizi di alloggio e relative piattaforme.

Otre a quanto sopra, in Italia, rispetto a Cina e USA, scontiamo la lentezza della ue nell’adottare le misure per affrontare questa crisi dal punto di vista economico. Per fare riferimento solo agli USA, questi hanno adottato subito una strategia di supporto all’economia basata pesantemente sull’helicopter money (accrediti diretti ai cittadini) e sussidi a fondo perduto alle imprese e alla sanità.

Da quanto sopra si evince come, un’Italia stile anni 90 dal punto di vista di struttura economica, avrebbe reagito assai meglio all’attuale crisi indotta dalla pandemia. E come l’appartenenza alla ue e la mancanza di una moneta sovrana, si sia ormai palesata come il cappio al quale ci stiamo impiccando da due decenni; e il nodo si stringe sempre più e se non scapperemo velocemente, non avremo più abbastanza ossigeno per poterne uscire senza danni irreparabili.

Più Europa o più Italia?

E’ a dir poco imbarazzante che gli euroinomani continuino con la loro filastrocca del “ci vuole più Europa”. Evidentemente hanno, oltre al disastro economico dell’Italia, anche altri obiettivi. Evidentemente hanno in antipatia gli italiani e gli immigrati già integrati, e lo si vede anche dal come hanno e stanno gestendo la questione dell’occupazione in agricoltura dove se ne stanno assolutamente fregando di adottare le soluzioni richieste dalle imprese italiane a favore di inopportune concessioni a immigrati clandestini senza arte né parte.

E’ inoltre notizia di questi giorni che verranno selezionati 60.000 “assistenti civili” per controllare che i cittadini italiani rispettino il distanziamento sociale. Ottima mossa per mantenerci nel limbo dell’oppressione e della psicologia dell’untore per controllarci meglio fino a quando non ci proporranno, per il nostro bene, di farlo con app,  microchip vari e vaccini non adeguatamente testati. Così, tanto per renderci ancora più chiaro per che loro non siamo altro che un gregge di pecore da macellare a loro piacimento.

mr

 

Letto 455 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Giugno 2020 12:09

1 commento

  • Link al commento Federico Giovedì, 04 Giugno 2020 14:32 inviato da Federico

    La situazione Purtroppo la cedo molto fosca spero di sbagliarmi, ma ho la impressione che i nostri attuali governanti usino questa pandemia per genuflettersi sempre più all'Ue e quando i burocrati dell'Europa ci chiederanno il conto, noi purtroppo presteremo sempre il fianco essendo in mano a una classe politica incapace,Spero che il popolo si svegli prima che sia troppo tardi...Andiamo fuori da questo maledetto Euro e dalla tagliola della Unione Europea altrimenti sarà la nostra fine!!!

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